Ebbene sì:
oggi 26 febbraio discuto la mia tesi e mi laureo!
:-)
Il commento di Kià mi ha dato l'input che forse da un po' troppo tempo mi mancava, l'input per tornare a scrivere qualcosa...
Un anno fa, il "semplice" fatto di essere in una città "nuova" (che così nuova non era, dopotutto di questi tempi erano ormai passati due mesetti dall'arrivo), di dover affrontare ogni giorno una sfida, una nuova scoperta, di dover pensare in un'altra lingua, di vedere i miei e Simone via skype, di dover fare la spesa / lavare / stendere etc.etc., di per sè bastava, era motivo sufficiente per raccontare qualcosa qui, nello spazio virtuale, nella speranza che qualcuno lo leggesse.
Adesso, il mio peggiore incubo si è avverato: temevo che al rientro si sarebbe persa quella magia, e infatti così è stato. Sarà il desencanto di barocca memoria...
Ogni tanto riprendo in mano l'agenda del estudiante che ci aveva dato l'università: il 2 dicembre di un anno fa eravamo di ritorno dal viaggio in Galizia.
Ora, non sono di ritorno da nessuna parte, sto qui, fissa a casa a scrivere la tesi. La prova di accesso per la laurea magistrale non l'ho superata e ho pagato caro, in lacrime, il non essermi preparata un piano B. Ma finire per dicembre alla fine sarebbe stato un po' complicato, e compenso scoprendo una miriade di master interessanti (e alcuni dei quali anche gratuiti!) e tantitanti piani B nel caso il prossimo settembre si dovesse ripetere il deludente esito.
Di notte, sogno spesso aerei, valigie, viaggi in autobus, e ho paura che ormai quel mio anno Erasmus, che sembra a tratti così vicino spazialmente e così lontano temporalmente, mi abbia segnato a livelli che magari consciamente non sento troppo ma sottosotto è andata diversamente.
A chi vuole partire, come Kia, dico di non dubitare un solo secondo. Studiate, alzatevi la media (che di solito è un dei criteri per risultare vincitori della borsa) e fate domanda.
¡Suerte!
... sono "solo" stata "un po'" impegnata: ho finito gli esami, fatto il test d'ingresso per la specialistica, e iniziato la tesi.
E voi? Dove sono spariti e cosa fanno i miei lettori?
Un sonoro "gulp" è quello che risuona nella mia bollente stanza adesso che ho riletto il mio post "--stop--".
Dopo qualche giorno nella mia amata terra romagnola a zonzo tra spiagge e piadina della nonna e Mirabilandia, rientro a casa ed è un pugno nello stomaco quel post strappalacrime (anche a me).
Mi stacco da questa macchina infernale, alla prossima.
.. è la situazione meteo nella quale mi trovo ad annaspare.
Mi manca il caldo secco e altalenante della mia Salamanca, adesso che quasi mi servono le branchie per respirare in questa bolla di umidità.
... from outer space.
Cambiano il pronome, Gloria Gaynor l'avrebbe detto così.
Scrivo dalla biblioteca di Sant'Eufemia, Facoltà di Lettere e Filosofia di Modena.
Consegnare il certificate of attendance, il questionario Erasmus, vedere un po' di amici, rivedere la mia Ghirlandina ancora sotto restauro.
Soffocare per il caldo umido foresta pluviale style e avere gli occhi ancora pieni di quei panorami, nelle orecchie risentire solo il dolce fragore delle nostre risa, stare un po' come in una bolla di sapone.
Being back.
Mi sa che per questo mese di giugno salmantino caldo e piacevolissimo, per questo nono mese di Erasmus,
mi fermo qui.
Oggi dopo una mattinata in piscina con Elisa ed Esther sono andata a prendere i miei in stazione, e abbiamo già iniziato a impacchettare dentro 3 valigie da stiva e numerosi bagagli a mano 9 mesi di studio, di vita cosi lontana da casa, di viaggi nel viaggio, di sorrisi e di appoggi reciproci.
Adesso mi restano le ultime questioni burocratiche (il temutissimo Certificato di Partenza, che decreta la fine del mio erasmus - cosa che cercherò di combattere almeno psicologicamente con l'andare in biblioteca a Filologia per i libri per la tesi), e pesate di valigia alle poste.
Abbiamo gia i biglietti del treno per Valladolid, la notte del 29 la passiamo li e il 30 mattina abbiamo il volo. Acrobazie al checkin e poi si parte, si torna.
Ovviamente continuerò a scrivere perchè ormai ci ho preso gusto, spero vivamente di essere in grado di cogliere quegli aspetti che meritano della mia vita parallela numero uno, come ho cercato di fare con la mia vita parallela spagnola: qui era tutto così nuovo e bello che è stato sempre emozionante cercare di convidirlo anche con chi non ha potuto venirmi a trovare (vero Fra?), con chi mi segue e mi è venuto a trovare (vero Ire??), con chi mi è sempre stato vicino (vero Simone?).
Mi ero ripromessa di non cedere di nuovo a queste lacrime che sono sempre lì, sempre pronte, in agguato, e invece adesso è troppo tardi. Mi aggrapperò ai pensieri meno dolorosi (spero) dei chili di bagaglio, al come sistemare tutto per farci stare tutto.
A chi vuole sapere che ne sarà del titolo del blog (mi piace pensare che qualcuno se lo chieda), che suonerà un po' strano quando sarò di nuovo in Italia, dico che non ho ancora deciso sulle sorti del nome, ma al momento propendo per lasciarlo così. Di fatto ho sempre scritto un po' di tutto e quindi forse va bene così.
Per chiudere questo capitolo come si deve, vorrei aggiornare i ringraziamenti che avevo fatto in uno dei primissimi post.
Ringrazio:
- di nuovo i miei genitori, senza i quali questo sogno non avrebbe potuto realizzarsi, grazie per l'appoggio incondizionato e costante, per le videotelefonate in Skype, per i messaggi al cellulare che ci hanno tenuto vicini anche quando non c'erano pc a disposizione, grazie per essere qui ora, e rendermi più dolce il distacco da questa vita.
- i nonni, gli zii e il mio cugio, che hanno saputo essermi vicini nei momenti importanti, e ovviamente Simone, che ha saputo accettare questa mia scelta.
- tuttiiiiiiissime le persone che ho conosciuto qui. Camille e Isabel, le mie coinquiline, che mi hanno sopportato con pazienza e che hanno saputo stupirmi, Nadia, che mi ha fatto la prima telefonata quando sono arrivata, grazie per esserci stata e per essere come sei, Alessandro di Bologna, che anche se ci siamo persi di vista i miei continuano a chiedermi di te, tutti gli amici coi quali ho condiviso più o meno esperienze, Patricia, HanLa, Il Dottore, Katerina, Marilisa, Ana, Flor, Martina del terzo B, Giulia&Valentina&Stefanie del terzo A, gli studenti del mio tirocinio, Luciano della AEE, Margherita&Ivana, Alvaro&Rubi&Maria, Juanjo&Euge&Luiscar, i nostri tre angeli custodi, Esther, Victoria, Ariel, Cristina,...
- Nadia & Elisa & Alice, voi meritate un ringraziamento speciale per esserci sempre state quando ho avuto bisogno, si trattasse di studiare insieme o di chiedervi in prestito dei panni. Vi chiedo scusa se ogni tanto vi ho fatto perdere la pazienza, e sono felice di avervi avuto come compagne di questa avventura.
- la mia Salamanca, la città. La ringrazio per i colori, il vento, le strade lucide, e per tutti i momenti dei miei ricordi che adesso mi ammassano fra i pensieri. Tutti hanno un contesto cittadino ben chiaro, spero non si cancelli.
- l'Università di Salamanca, per la gestione della burocrazia, per i dipendenti che mi hanno sempre servito con gentilezza e passione, per i professori che ho avuto, tutti volenterosi e preparati, per le aule del Palacio de Anaya (andare a lezione in un posto simili è un lusso) e per il nuovissimo Campus.
Di me, qui, resteranno borse o scatoloni di spezie (ho accumulato oltre alle mie anche quelle di Martina) altro cibo che lascerò in custodia ai miei angeli custodi, insieme a fogli, quaderni e altro materiale di cancelleria, oltre ad alcuni miei appunti di lezione che spero non finiscano per servirmi per la tesi.
Io, da qui, mi porto i miei innumerevoli chili di panni, libri fotocopiati e originali, nomi in Facebook, tante foto, tanti sorrisi, tanti cieli e tantissimi paesaggi e tantissimi viaggi, code al checkin e viaggi in autobus e in treno, il numero de El Pais che riporta della vittoria di Zapatero, quasi tutte le cose che avevo appiccicato alle pareti alle ante dell'armadio alle finestre della mia stanza e alla parete della cucina, la mia voce che risuona per l'interno del palazzo cecando quella di Martina, la stanza di Isabel adesso vuota,
e le lacrime che adesso sto versando, che spero si possano asciugare presto.
Mi scorrono davanti tanti dei momenti che ho vissuto qui, sono combattuta tra lo sforzo di passarli in rassegna e la paura di piangere ancora di più. L'importante è che adesso io sia sola, e debba farmi forza da me, anche se una spalla su cui piangere o meglio ancora con cui piangere insieme sarebbe perfetta.
A chi mi chiederà qualcosa su Salamanca, dirò di leggere questo blog e di partire. Tutto qua. E gli augurerò di vivere un'esperienza che superi le aspettative, per quanto alte, proprio come è successo a me.
Oggi, tra abbracci e pianti e bigliettini e scambi di indirizzi e promesse, Isabel è partita.
In realtà è partita anche Camille, hanno fatto il viaggio insieme verso Madrid e Isabel avrebbe preso il suo aereo verso l'Austria l'indomani (cioè oggi praticamente) e Camille si sarebbe fermata fino a lunedì a Madrid.
Nel frattempo, qui nel nostro appartamento siamo (ossia sono) senza acqua calda - benedetto sistema a bombonas de butano -.
Oggi pomeriggio sono partita per andare da Cristina, sperando di potermi fare una doccia da Martina (al terzo piano) al mio rientro.
Solo che in pratica non sono rientrata: dall'appartamento di Cristina son passata a quello di Alice, dopo aver lasciato la mia borsa ufficiale coi libri, essermi fatta prestare una borsa meno casual per uscire, e già che c'ero anche una maglia.
Da Alice ho elemosinato una doccia e un altro paio di maglie pulite, e poi ci siamo finalmente ricongiunte con Elisa.
E con Alice siamo rimaste a bagolare fino a mezz'oretta fa (adesso sono le 2:56) di questa nostra esperienza che ha superato qualsiasi aspettativa e ci ha stupite in mille modi.
Stasera non voglio essere triste perchè Alice mi ha detto "Eh ma dicono che chi è stato a Salamanca ritorna". Per me è già stato così (visitai Salamanca per la prima volta in vacanza studio dopo la seconda liceo) una volta e non ho dubbi, sarà così ancora.
... chiedere a questo tempo di fermarsi
... far durare questi momenti in eterno
... vivere sempre in questo nunc
... sempre vivere in questo hic
... essere sempre circondata da queste persone
che questo sogno continuasse, almeno ancora e ancora per un po'.
Parte di questa magia, lo so, sta nella sua caducità e nella sua esclusività.
O forse, sarebbe così speciale comunque.